| Riflessioni sul Simposio di Bologna |
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| Scritto da Gianni Simone | |
| Domenica 14 Dicembre 2008 19:05 | |
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Quella immagine era perfettamente inserita in una relazione sul futuro del Pap Test, il più citologico dei Test, per la sua affidabilità, semplicità di applicazione, efficacia diagnostica e basso costo. Papanicolau che lo propose, ha salvato milioni di donne ed ora il Test che ne porta il nome sembra avviato, non subito naturalmente, sul viale del tramonto, spinto dall’onda delle nuove tecnologie. Ho trovato perfetta quella relazione perché con equilibrio assoluto, partiva dal passato, analizzava il presente, Ci proiettava nel futuro. Gli orologi della Stazione di Bologna erano la giusta cornice. Ognuno ha potuto interpretarli a suo modo: Il passato e il futuro, il vecchio sicuro e il nuovo che avanza, conservatori e progressisti, ecc.Io, da Patologo non più imberbe (ma penso anche tanti Altri di ogni età), ho visto nell’orologio fermo, la nostra tradizione, la nostra storia, tutto ciò che siamo quando decidiamo di essere Patologi e che non dobbiamo dimenticare come non dobbiamo dimenticare la data triste e oscura, ma fatidica del 2 Agosto. Il giorno dopo è toccato a me relazionare e mi è stato chiesto se me la sentivo di licenziare un caso come negativo per recettori ormonali su un preparato citologico allestito in fase liquida; sembra un’altra storia ma per me è stato un modo diverso per ripresentare lo stesso tema. Il problema è che i Patologi si fidano di se stessi, del loro modo di fare citologia, più che della Citologia intesa come disciplina. Non è poi un caso se la Citologia nell’ambito della diagnostica morfologica prodotta in Anatomia Patologica talvolta appare come "Figlia di un Dio Minore". Nel merito della domanda già citata (e per spiegarmi meglio, forse), essa forse avrebbe dovuto esser posta in modo diverso: nessuno infatti è così temerario da dare un responso così delicato in tempi di target therapy, quando sa che riceverà il campione in meno di 2 settimane. Ma il problema non è questo, ma quello di adeguare la professionalità alle richieste che ci pervengono, per esempio quella dei fattori predittivi nel cancro mammario. Dunque, Io le risposte le darò, su campione ritenuto idoneo, perché sono la mia esperienza (compresi gli errori), la formazione, il contatto con i Patologi più Esperti che mi rassicurano nel farlo come mi rassicurano sui preparati d’archivio.
Bologna è stato un Simposio importante, diverso dagli altri, perché tradizione ed evoluzione tecnologica sono stati molto vicini e qualche riflessione abbiamo dovuto farla. La mia è che cammineremo sulle solide gambe della tradizione, ma dovremo andare avanti. Gianni Simone -------------------------------------------------------------
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